Internazionale Anarchica St Imier 2012

Internazionale Anarchica St Imier 2012


Dal 8 al 12 agosto, gli anarchici, cioè internazionalisti e antiautioritari come si definivano nel 1872, si sono reincontrati a St Imier dove sono nati. Oggi come allora in diverse parti della Terra, muoiono fratelli in guerre per l’autodeterminazione come in Siria o Chiapas, o in lotte per una vita dignitosa seppur salariata, come in Sudafrica, mentre i più fortunati nel cosidetto “mondo civilizzato” sopravvivono alla cosidetta “crisi”, che mette sempre gli uni contro gli altri.

Oggi molto è cambiato rispetto ad allora: i confini fra gli stati, le tecnologie, i modi di produrre, i territori sempre più devastati dal cosidetto sviluppo del capitale, stanno mettendo in pericolo la stessa sopravvivenza della specie umana; e la stessa composizione etnica dei territori è sempre più stravolta.

In quest’angolo di Svizzera incantata fra monti e laghi, banche e mucche al cioccolato, prima culla del movimento Anarchico sembra tutto sia distante.

Mi chiedo quanto l’esperienza di St Imier sia stata capace di capire i sommovimenti umani sul pianeta; tanto per/nei presupposti dell’Anarchismo, che penso storicamente ha confermato in quest’ultimi 2 decenni tutta la sua validità, quanto nella comprensione della natura umana, che nelle ideologie e materialità da questa prodotta fin ora; ed anche capace di dare una visione di cambiamento e nuove risposte ad un umanità dolente e cieca nei deliri di dominio.

E’ stato un momento complesso, e più passano i giorni più mi sembra che sia stato importante e positivo, sia il congresso IFA, ricco di contenuti, sia il meeting. Nei pensieri e negli sguardi delle persone, nell’intensità di un confronto, viene fuori tutta la voglia di capirsi e conoscersi.

Le migliaia d’anarchiche/ci provenienti da ogni dove, sono arrivat* a St Imier con la fiducia nelle proprie idee e la voglia di continuare a sperimentarne l’efficacia nella vita di tutti i giorni; nuovi progetti e pratiche concrete, altro da verità meccaniche o metafisiche. Un momento storico quindi, composto da tutte le tendenze e sensibilità: dagli organizzatori o anti, dai sociali o individualisti, animalisti, vegani e anarcofemministe, qualche hyppie e tanti punkettoni, forse entrambi fuori tempo, ma sempre reali!! Presenze diverse quindi, moltissimi i giovani, cresciuti dopo la caduta del muro di Berlino; Europei, certo la maggioranza, ma pure americani, specie del sud, tutti scettici verso la politica e le prospettive di inserimento professionale, in cerca di strade verso la propria e altrui liberazione, che faccia a meno del capitale e i suoi stati. Da segnalare compagn* del Magreb e Cinesi fermati alle frontiera Svizzera; l’ennesima conferma del razzismo classista interstatale.

Tra gli organizzatori dell’incontro, Francofoni, il tentativo, neanche tanto celato, di fare di St Imier un momento di “protagonismo” delle proprie modalità rispetto alle altre esperienze.

Lo sforzo organizzativo, ad ogni modo, di sicuro notevole, con otto spazi coinvolti, fra Tavole Rotonde, Conferenze a carattere storico sui vari protagonisti della storia anarchica, da Bakunin a Malatesta, da Berneri a Eliseo Reclus, ecc…, alla letteratura anarchica; per non parlare degli Incontri (seguitissimi) su Grecia e Palestina, come quello tenuto dalla FAItaliana sulla vicenda NO TAV.

Un incontro internazionale con interlocutori di varie tendenze che si confrontavano in un pacato e a volte teso e/o acceso scambio, sempre nel rispetto delle differenze e storie; anche se non è mancata una bella torta alla panna in faccia!

Le lotte di classe, dall’anarcosindalismo a quelle sociali a quelle territoriali, sia da un punto di vista storico-teorico, ma anche sotto forma di racconto dei protagonisti delle esperienze. Gli incontri sulla pedagogia libertaria, e, grande rilevanza e spazio a tutto ciò che riguarda la liberazione sessuale, il sessismo e patriarcato, per finire ai corsi sull’autodifesa femminile. Un programma vasto, e non sempre per gli Italiani (con poca familiarità con le lingue) la fruizione è stata semplice; addirttura neanche il programma in Italiano è stato disponibile!

Buoni i momenti di svago “culturale”, fra film e documentari, a “cycle continu”. Di sera si sono alternati ogni giorno nella “Salle de Spectacle” concerti per tutti i gusti, dal rock al punk, dalle chanson al ecoanarcore, dal punk-oi al recital di Leo Ferrè (ovvio e immancabile), dall’elettronico al metal. Molto apprezzati Alessio Lega, e Drowning Dog e Dj Malatesta. I concerti, a parte la prima serata, sono stati a pagamento per coprire le spese dei gruppi (scelta da molti non condivisa), con possibilità di abbonamento, ed una certa elasticità, secondo il riscontro con i partecipanti e l’orario di ingresso.

Bel momento davvero è stato quello dei canti, usanza che appartiene davvero a tutto il movimento anarchico. Si sono susseguiti canti in tutte le lingue accompagnati rigorosamente da chitarra classica e fisarmonica.

Stupefacenti gli spazi ristoro autogestiti, con la cucina vegana olandese più buona, sana e originale, che, con i compagni che si davano il cambio a rotazione, funzionava a ciclo continuo nel preparare colazione, pranzo e cena, a costi accessibili per tutti: circa 3 euri, con porzioni generose.

Altro spazio gestito dai francesi “La marmitte” davanti al congresso IFA.

Ovunque servizio lavapiatti fai-da-te delle stoviglie fornite; niente plastica. Un esempio da seguire come pure la sensibilità vegana e animalista.

Buona e ricca la colazione al campeggio, con infusi vari, tè, caffè e latte di soia (naturalmente), e diverse marmellate ogni giorno, burro di arachidi, cioccolata. Per ricominciare con energia e vitalità una nuova giornata carica di eventi culturali e non – fin dalle prime ore del mattino – col saluto al Sole, per fortuna sempre sorridente in quei giorni!

Campeggio in cima alla vetta del monte Soleil, raggiungibile con una navetta funicolare funzionante per gli anarchici di St Imier a ciclo continuo, da cui si godeva di una vista su tutta la valle.

Notevole lo spazio della mostra dei libri, in un pattinodromo, dove vi erano le pubblicazioni e gadget di ogni situazione. In lingua italiana si è riscontrato più capacità di ricerca e testi ben oltre i classici dell’anarchismo.

Un’ esperienza da fare e rifare altre 10-100-1000 volte, con l’obiettivo comune da realizzare nel più breve tempo possibile affinchè possa diventare la forma di vita e società comunitaria e libertaria in cui si possa esprimere la nostra concezione di anarchia reale in tutte le sue forme possibili.

Un saluto e grazie all’esperienza umana di St Imier, con la speranza che nel 2022, ci si confronti su esperienze anarchiche realizzate in un pianeta Terra, con alle spalle le guerre e le miserie del capitale.

L’ultimo giorno la foto di rito sotto il famoso albergo del 1872.

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