QUARANT'(A)NNI DI A Rivista

L’ingresso alla festa

LA CALABRIA PER I 40 ANNI DI A

Cosenza, domenica 4 dicembre 2011. Sin dal mattino, intorno ai capannoni delle officine Babilonia, in Via Popilia a Cosenza, si nota un grande fermento. Nonostante si sia dormito veramente poco, in quanto la giornata di sabato è stata tutta dedicata all’iniziativa “Genuino clandestino” (organizzata dalla Rete di Economia Solidale “Utopie Sorridenti” e dai GAS che ha visto la partecipazione di piccoli produttori tra i quali i compagni della comune libertaria salentina Urupia) riprende il via vai dei generosi organizzatori intenti a cucinare, affiggere manifesti, preparare tavoli e banchetti sui quali, tra poche ore, saranno deposte pietanze preparate con cura e vini della pre-Sila che allieteranno la grande festa per “A” rivista anarchica. Mentre a Cosenza si lavora senza sosta alla stazione ferroviaria di Paola scende dal treno, alle 8.20, dopo una lunga notte allietata dallo stridio delle rotaie, Paolo Finzi storico redattore del primo mensile italiano (in ordine alfabetico). Come da programma, a mezzogiorno, si offre ai numerosi ospiti l’aperitivo e tra abbracci e canti inizia il pranzo sociale e con esso le piacevoli discussioni tra compagni e amici provenienti dalla Puglia, dal Lazio e da altre regioni del Sud che hanno voluto garantire la loro presenza alla festa. Tra i partecipanti ( circa un centinaio) un nutrito gruppo di compagni e amici di Reggio Calabria e provincia, molti del CSOA “Cartella” che, simpaticamente, chiedono di poter degustare il MOMO (primitivo di Manduria in purezza) prodotto dalle comunarde di Urupia. Mentre invitiamo Domenico Liguori (produttore del vino rosso “Minicuz Classico”) a disporsi a favore di vento in modo da dirigere verso l’esterno i fumi dei suoi sigari toscani, Franco Iachetta inizia a chiarire e sottolineare le differenze politiche tralasciando quelle gastronomiche mentre Gianfranco gira tra i tavoli e disvela ad Alba e Tania il segreto che avvolge la bontà del sugo da lui preparato che consiste nel fatto che i calabresi iniziano a cucinarlo alle sei del mattino e consiglia, affinchè si possano cogliere tutte le potenzialità, di aggiungere una manciata di peperoncino, mito e delizia di questa regione. Il menù proposto dal ristorante “all’anarkikko” che avrebbe certamente stimolato le riflessioni dell’indimenticato Luigi Veronelli prevede: stuzzichini neogovernativi, penne al sugo all’inkazzata, pollo alla ghiegghia, fagiolata, polpettone, frittatona, cotolette del magnifico, rape e sazizza, riso e patate, scarafugli pre-silani, affettati, formaggi, ricotte e infine la torta del quarantennale con l’immagine di Anarkik. Dopo il pranzo, non senza difficoltà (considerata la fase digestiva), si dà vita ad un dibattito interrotto periodicamente da qualche canto ribelle, non proprio intonato ma ugualmente efficace a risvegliare nei compagni, solo momentaneamente assopiti, il piglio rivoluzionario. La festa si è conclusa con il taglio della torta da parte di Paolo Finzi, che ha consumato un vero e proprio parricidio mangiando la testa zuccherina di Anarkik, mentre Domenico Liguori gli rivolgeva (in lingua arbëreshë) l’invito a ritornare in Calabria per altre entusiasmanti iniziative…………l’avrà compreso?

Angelo Pagliaro

I SUONATORI LIBERTARI CALABRESI

QUESTI SONO I LINK DOVE TROVARE LE TRACCE DELLA FESTA
gli interventi al dibattito
http://www.archive.org/download/40anniRivistaAintervento2011-12-04/40AnniA.mp3
e il concerto
http://www.archive.org/download/40anniRivistaAconcerto2011-12-04/concerto40anniA.mp3

 

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